Nello studio

La prima volta che sono entrato nello studio di Antonio Laglia sono rimasto rapito. immaginate un grosso stanzone scuro ove in ogni angolo potete scorgere delle tele appoggiate una contro l’altra come libri. Viene naturale chiedersi quale sia il soggetto di ognuna; oltre alla tele nello studio ci sono una quantità di oggetti e vestiti appesi con le stampelle. Ovunque l’idea generale è di essere dietro le quinte di un teatro. Questo luogo mi dà delle sensazioni incredibili: sono nel posto giusto, con le persone giuste, di sottofondo c’è sempre la musica, una volta è musica classica, una volta è balcanica, più spesso di tutte è il jazz nostrano. Al centro della sala c’è la modella, si sistemano i cavalletti, le luci, i colori sulla tavolozza e ci si mette a dipingere, niente macchine fotografiche, niente computer, come volare senza aeroplano direttamente in cielo con le proprie ali.