Urbs Mirabilis

A 21 anni girando in bicicletta per il centro di Roma mi sono accorto quanto fosse relativamente facile imbattermi in posti nuovi. In particolare in quegli anni campeggiava sopra alcuni una scritta di latta quadrata con il simbolo di un sampietrino e una scritta. La scritta recitava: Urbs Mirabilis. Era come scoprii dopo, la targa di cui si potevano fregiare solo le botteghe con più di cinquant’anni d’attività. Da quel momento è scattata una caccia a quelle botteghe, ma più in generale Urbs Mirabilis per me vuol dire scoprire luoghi magici nella propria città proprio quando si credeva di aver già visto tutto.

Questa serie di quadri è il mio stornello triste in onore di quelle decine di artigiani che se vanno, in una lunga processione che dura da anni, dal centro di Roma alla periferia, quando va bene o chiudono per sempre, quando va male. Il dramma vero è che andandosene si portano via le loro mani in grado di fare tutte quelle cose meravigliose, di riempire il mondo di forme che prima non c’erano.

Roma amor io ti canto: resta ancora un po’ con me.